Il Disoccupato

nuove avventure di un disperato che cerca lavoro



Introduzione

All'alba del Terzo Millenio, precisamente nell'anno 2017... tra la fiorente editorìa cosiddetta Young Adult ( abbreviato spesso come YA ; vedi: letteratura per giovani adulti ), tra saghe, sequel, prequel, fan-fiction, etc. , e il morente mercato del lavoro, in Europa, facciamo la conoscenza della figura del fanboy e della fangirl ; perché l'Evoluzione Biologica ha divìso la specie umana in 2 generi: uomo e donna. Di cui il motìvo è, anzi, a posteriori potremmo semplicemente dire che lo scopo della Natura a riguardo sia stato quello di accelerare detta Evoluzione Biologica. La maggior parte degli organismi biologici presentano infatti un tipo di riproduzione che si dice assessuata ; che, quando presente, consiste sempre nella coesistenza di due controparti che mediante un processo di procreazione specìfica a ciascuna specie, dànno orìgine ad un sèguito che: o è da una parte, o dall'altra... in modo totalmente esclusìvo. Almeno nelle specie biologiche più evolute, è sempre così. Più in basso nella 'scaletta di valutazione' ci sono eccezioni, vabbé che per i vegetali ci vole a priori porre criteri di valutazione diversi, ma diciamo che all'apice della scaletta troviamo le specie cosiddette mammìfere. E ovviamente la specie precedentemente menzionata, la specie Homo Sapiens Sapiens quindi, è mammìfera.

Ma, come accennato sopra - solo di striscio -, la ricombinazione dei 2 generi al fine di permettere la sopravvivenza prolungàta della specie ( dato che ciascuna specie biologica ha un ciclo di vita limitato nel senso che un'indivìdio nasce, cresce e fà delle cose tra cui magari quello di riprodùrsi, e poi a fine del ciclo di vita muore ), deve essere in quelche modo forzata, o meglio, resa abbastanza probàbile. E siccome gli fanboy e le fangirl sono sempre e comunque della specie biologica Homo Sapiens Sapiens, non possono esentarsi da tale... - diciamo così - legge di natura.

Diciamo, in parole semplici, che la suddetta ricombinazione ha bisogno di accorgimenti ben progettàti affinché avvenga con sufficiente probabilità. Basti sapere che l'Evoluzione Biologica ha saldamente implementato questi accorgimenti nella specie Homo Sapiens Sapiens, al punto che nel caso di alcuni indivìdui, funzionano con precisione ingegneristica, e in modo completamente automatico.
Se non sapete cosa intendo, dato che il tema compare anche in vari libri volutamente indirizzati a fare parte della categoria editoriale YA, è doveroso rimediare al problema: accenniamo qui quel che basta sapere in merito.
Ma siccome questo racconto, o meglio resoconto commentato ha lo scopo di parlare di altro, dell'argomento precendente diamo un ritratto indiretto.
Diàmone l'antìtesi, citando da un romanzo ( antìtesi da cui è ovvio quanto la tesi anziché la anti-tesi, possa essere invitante e positiva ) :

" In futuro non ci saranno né mogli né amici. [...]
Il desiderio sessuale sarà eradicato.
L'atto sessuale sarà una mera formalità annuale, tipo il rinnovo di una carta di accesso alla mensa.
L'orgasmo sarà abolìto: i nostri neurologi ci stanno già lavorando su. "
( da: "1984" ; di: George Orwell ; data: 1949 )


Quindi fangirl, fanboy ; giovani adulti che leggono romanzi YA, e magari scrivono pure delle fanfiction ( fa niente se, Cari Lettori, non sapete cos'è ).
A cui bisongna aggiungere la considerazione che buona parte della letteratutra YA campa sul fatto che un pubblico esiste per via della disoccupazione giovanile grave in tutta Europa nell'epoca di cui è nostra intenzione portare una testimonianza lampante. Perché i libri affini alla categoria editoriale dei romanzi YA, sono particolarmente adatti per ammazzare il tempo ; cioé far passare del tempo senza annoiarsi.
Ma torniamo alla nuova figùra che abbiamo detto essere apparsa sull'orizzonte: un giovane adulto, interessato alla linea editoriale YA, per di più anche abbastanza fanboy, ma... disoccupato.
Anche se non vorrebbe essere disoccupato.

In realtà, abbiamo già imparato a conoscere costui. E' il protagonista del prequel di questa storia. Infatti questa storia ( realmente accadùta ) che stiamo raccontanto, è un sequel: e tale affermazione fà di questo racconto una struttùra auto-referenziale.
Ed il nostro protagonìsta, essendo diventato solo di recente - rispetto al tempo di questo racconto - abbastanza fanboy, per non interrompere il racconto chiedendoVi Cari Lettori di leggere il prequel di questo racconto qui, Vi diciamo qui cos'era prima: era un nerd. Uno, in poche parole che è almeno discretamente istruìto, al passo coi tempi, ed informato.
Pertanto lui è ora certamente ben consapevole del fatto che la sua situazione di disoccupato in cerca di occupazione, non è positìva e và cambiata a tutti i costi. Beh... lui che ha ivestìto - tutto possiamo dire - nell'Istruzione, pur indirizzandosi ad aree cosittedde tecniche ( informatica, elettronica, fisica applicata e giù di lì ) come preparazione professionale, tutte cose abbastanza nerd, avrà anche letto quelche libro non-tecnico diciamo così.
E non èsita ad ispirarsi a passi di uno o dell'altro libro: sia per quello che vuole e per quello che non vuole.

A proposito di quel che non vuole, lui pensa: stare in una situazione
..."dove l'obiettivo dell'Intelletto massimamente sviluppato e libero di mettersi in gioco non è altro ormai, che un godimento egoistico delle proprie capacità sovrasviluppate."
( da: "Il Giuoco delle Perle di Vetro" ; di: Hermann Hesse ; data: 1943 )

E a proposito di quello che lui vuole, e a quello che lui si ispira nella speranza di ottenerlo:
"Si produce per il profitto, non per l'uso. Non vi è alcun provvedimento grazie al quale tutti coloro che possono e vogliono lavorare ne abbiano sempre la possibilità; esiste quasi sempre un 'esercito di disoccupati'. Il lavoratore ha sempre la paura di perdere il proprio posto di lavoro. Dato che i disoccupati e i lavoratori mal retribuiti non rappresentano per i beni di consumo un mercato vantaggioso, la produzione di tali beni ne risulta limitata, con un conseguente grave danno. Il progresso tecnologico si risolve frequentemente in un aggravamento della disoccupazione piuttoto che in un alleggerimento della quantità di lavoro per tutti. Il movente del profitto, congiuntamente alla concorrenza fra i capitalisti, è responsabile di una instabilità nell'accumulazione e nell'impiego del capitale, che conduce a depressioni sempre più gravi. La concorrenza illimitata porta a un enorme spreco di lavoro, e a quelle storture della coscienza sociale nei singoli individui, di cui ho parlato prima.

Queste storture nell'individuo, secondo me sono la tara peggiore del capitalismo. Tutto il nostro sistema educativo soffre di questo male. Un atteggiamento sageratamente concorrenziale viene inculcato nello studente, abituandolo ad adorare il successo, come preparazione alla sua futura carriera. "

( da: "Perché il Socialismo?", saggio breve ; di: Albert Einstein ; data: 1949 )


Ed è pronto per il prossimo tentatìvo di trovare uno straccio di posto di lavoro finalmente e chiudere con l'essere disoccupato di cui veramente non ne può più, e scrive la seconda lettera di presentazione indirizzata ad una ditta specìfica. E questa volta ricalca al punto che tale lettera di presentazione dice molto di più sulle circostanze di quando dica tutta questa introduzione. Ma nella lettera, al contrario di questa introduzione generale, troviamo indìzi molto più specìfici, per di più messi in correllazione molto forte.

E' una lettera di presentazione dùra, drammàtica: per lo stile, come matrìce, il nostro protagonista scieglie ancora una volta il thriller.
E la scelta di ricalcare di più di prima, di sterzare verso qualcosa di un po' più duro e un po' più drammatico, lui lo ha valutato con molta cautela. E a supporto della decisione finale di optare per il piano originale, rievoca una della massime imperitùre di R.Damiani:

"Sempre più spesso si parla di 'modelli matematici'. Ma guardate che altrettanto spesso questo concetto viene usato in modo errato, catalogando come semplici 'modelli matematici' delle entità che sono invece reali. Il campo elettromagnetico infatti non è un modello matematico, bensì una entità reale. Abbiamo descritto le cose che fà: più reale di così... . "
( passo di lezione frontale in classe, appuntata semi-precìsa intorno al 2007 )

Perché la disoccupazione e i sui effetti sulle persone sono tanto reali quanto il campo elettromagnetico.

E poi rievoca anche un'altra cosa, sempre di R.Damiani:

"Le equazioni di trasformazione della Relatività, ecco, sono articoli fondamentali della Costituzione dell'Universo. Non quella della Repubblica Italiana, ma quella dell'Universo. Avete presente la Costituzione? - è l'insieme delle leggi fondamentali, alla base della, e come parte della: legislatùra dello stato nella sua interità." ( passo di lezione frontale in classe, appuntata semi-precìsa intorno al 2007 )


Inoltre il nostro protagonìsta, il Disoccupato, sà che è opportuno iniziare effettivamente tener presente che le circosanze lo stanno portando a diventare - letteralmente - una sorta di anti-eroe: in questo caso, a diventare una incarnazione particolarmente eclatante del comune disoccupato. Una incarnazione che si presenta come portatrìce, nonché mostra vivente, di una sorta di profìlo generale di quello del comune disoccupato cronico.

Ecco, a seguìre quindi, la lettera di presentazione, con ovviamente tolti tutti i riferimenti che potrebbero intattare la riservatezza del destinatario originale.


Lettera di Presentazione ( n.2 )

Spett.le [ nome della ditta ],


Introdurre è facile: sono un ragazzo residente a [], e cerco lavoro ; sono nato nel 1989 a Budapest (Ungheria), e al tempo della scrittùra ho 28 anni, bla bla bla... solita cosa.

Ricamare sull'introduzione è altresì facile: una bella citazione per imbastìre il terreno...

Art. 1: L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. [...] - evvai! - mettiamoci dentro anche un po' di...
Art. 4: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
- evvai ancora! Citata per intera! Però dai... una cosa tira l'altra, l'Articolo 4 tira l'Articolo 9 -
Art. 9: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio [...] artistico della Nazione.
.

Prolungare oltre, è facilotto:
immaginare un'interlocutore che mi ferma a questo punto della stesùra ( autoreferenzialità a tavoletta... ) e dice:
- Ma se pochi mesi fa ti sei auto-dichiarato uno scrittore esordiente, allora come mai non sai manco come iniziare una stramaledetta Lettera di Presentazione?

E pensare di rispondergli sinceramente:
- Sà, non è che non so come iniziare... come ben può immaginare, ho il cassetto - immaginario s'intende - pieno di citazioni una più bella dell'altra già solo per dare degli incipit a lettere, testi, tutto... divise per argomento, etc, etc. Il problema è che i passi che ho citato erano proprio quelli che mi sembravano più appropriati per iniziare. E sà cosa? Magari un'altra citazione cela metto anche presso la Sezione Aurea, e l'Articolo 9 magari lo ripeto pure, presso la distanza maggiore della Sezione Aurea dello svolgimento.
Un tempo volevo fare il regista e ho imparato un po' a giocherellare con le proporzioni ;
e poi perché le costanti matematiche speciali sono una figata.




Continuare ed arrivare al punto, è un po' meno facile.
Ma siccome una delle mie materie - quasi mi spiace chimarla materia che per me la inscatola un po' troppo - preferìte è senz'altro la Meccanica Analitica ( che penso piaccia tantissimo anche a Voi ), lo faccio perché essa mi ha reso capace di farlo: e pian piano arrìvo al punto. Anche se una Lettera di Presentazione non è il formato tipico per certi discorsi.

Bene bene. Bene un cavolo in realtà... . Ho giusto detto poco sopra che... vabbé riformulo un po', già che ci siamo: che certi discorsi tipicamente non vanno fatti in una Lettera di Presentazione. Ed ecco qualcosa che stona: stona il fatto che indipendentemente da come io cerchi di mettere la cosa, data la attuale situazione del mercato del lavoro, il discorso che sto cercando di ingranare mi sembra del tutto appropriato; e più che appropriato, proprio in una Lettera di Presentazione. Addirittùra molto più che in un manuale di economia moderna.

Sì, sì, potrei venire fuori anche qui con una citazione... e lo faccio:
Nel santuario accademico è troppo facile concentrarsi su considerazioni infinitamente più teoriche. ( da: Andrew Hodges - Alan Turing: the enigma [1991] ) ;
infinitamente più teoriche, per esempio, del fatto pratico che pur con tanta buona volontà, un lavoro non ce l'ho anche se è oramai da un bel po' che lo sto cercando.


Ecco... già che siamo circa la sezione aurea della lunghezza di questo testo, arrivimo alla prima ( e ultima ) sosta:
Art. 3: [...]
E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini impedìscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
.

Sosta.
Mi approfitto per dìre che fino a questo punto ho cercato di essere scherzoso ; ma che dopo questo punto di sosta non ci riesco più.
Fine sosta.



Non ci riesco più perché il sopracitato Articolo 3, praticamente mi dà la sceneggiatura - non sto scherzando, la sceneggiatura - per esprimermi con una metàfora a immagini:
che la crisi del mercato del lavoro e le varie politiche dell'Impiego, non è che hanno messo qualche ostacolo tra me e un potenziale posto di lavoro... ma che hanno messo una fila di ostacoli anticarro

tra me e un potenziale posto di lavoro... altro che semplici ostacoli non meglio specificati.

Dunque. Io ho investito nell'Istruzione e, come pianificato, sono diventato una specie di Bulldozer progettato per risovere problemi e portare a compimento compiti complessi e delicati, e contribuìre con ciò ad un Domani Migliore. Quindi - uno potrebbe dirmi - cosa mi lamento, invece di procedere a sbaragliare quella stramaledetta fila di ostacoli anticarro, e andarmi a prendere il lavoro che c'è al di là del posto di blocco?
Il problema con questo è che tale bulldozer di cui io sono alla guida, non è concepìto per sbaragliare ostacoli anticarro.


Si potrebbe altresì dire che dunque io abbia investìto nella cosa sbagliata, nel senso che abbia scelto male in cosa investìre, abbia progettato male la strategia d'investimento o che l'abbia seguìta male sta strategia ; o qualsìasi combinazione di dette condizioni: quindi che comunque sia colpa mia.
Ma un'attacco di questo tipo lo parerei prontamente citando una delle massime imperitùre di R.Damiani,
Se volete invesitre per 1 anno, piantate del riso ; se per 10-20 anni, piantate un melo ;
se invece volete investire per tutta la vostra vita - lungo fino a quella dei vostri bis-bis nipoti -, allora investìte nell'Istruzione.

- che io appuntai attorno all'anno 2007, sentìto direttamente da lui ( quindi non così lontano indietro: l'avrà pronunciata sta massima perché riteneva che non fosse diventato obsoleto il messaggio in esso contenùto, anzi, che fosse pienamente al passo coi tempi ) .

Una massima che però, perquanto io mi sia dimostrato un duro lungo gli anni tra i brutti scherzi della sorte, ora come ora riesce a mandarmi in lacrime. Non perché l'investimento non avesse funzionato... anzi, ha funzionato che è un'incanto ( se devo essere sincero, ha prodotto un capitale che è qualcosa come 2 ordini di grandezza volte tanto quanto il ritorno minimo precalcolato ).
Ma per la tragedia che mi richiama alla mente. C'è infatti una bella differenza tra fare un'investimento sbagliato che in quanto tale porta un ritorno negatìvo, e fare un'investimento decisamente ottimo che dà un ritorno vertiginoso che però non si riesce a sfruttare perché si viene fregati brutalmente da una qualche circostanza imprevìsta.
Io adesso mi trovo nella seconda delle due situazioni sopra accennate. E non va bene... questa situazione mi sottopone letteralmente ad una sorta di erosione del corpo e dell'anima, spaventosamente simile ad un tipico fenomeno di erosione geologica: la roccia è dùra, o durìssima, ma anch'essa, dopo un po' cede... e viene eròsa, e così ridotta in polvere. Qui ci sta persìno una digressione per attutìre un po' il dramma appena delineato. Ed è questo che... qui in Europa ( non solo qui, certo, ma limitiamoci pure ad essa ) l'ambiente non ci mostra un paesaggio roccioso devastato dall'erosione, bensì un panorama mozzafiato con una varietà di paesaggi e tipi di vegetazione, che non lascia desiderare. Ma dove voglio arrivare è: dire che dobbiamo tener presente, anche sulla scìa delle scoperte di uno dei biologi esploratori più innovativi e più brillantemente attìvi nella divulgazione scientifica circa la tutela dell'ambiente Jànos Balogh (1913-2002), autore per esempio del libro Foreste morenti, deserti fiorenti ; che qui l'erosione geologica è attutìta, se non addirittura completamente tenùta a freno, dalla vegetazione e il suolo in cui essa mette le sue radici... la biosfera insomma. Mentre nel caso del fenomeno di erosione a cui la mia disoccupazione mi espone - metaforicamente -, non c'è niente che ricopra una funzione attutitrìce dell'effetto, del tipo descritto anche nella Costituzione:
Art. 2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, [...] ;
così rendendomi una risorsa umana praticamente sprecata, la quale non può svolgersi, dischiùdersi, sviluppare le proprie potenzialità e contribuìre positivamente e costruttivamente alla società umana intesa più o meno nel suo complesso.

Ma adesso torniamo indietro un'attimo, e puntualizziamo... per capìre più esattamente cosa intendo: di che tragedia stavo parlando nel paragrafo prima di quello ultimo?
Comincio citando una battùta da uno dei miei film preferìti, L'uomo in fuga [1987] ( col protagonìsta interpretato da Arnold Schwarzenegger ) :
Damon Killian: "Tutti quanti noi sappiamo che sei un'uomo grosso e tosto, Ben ( il protagonista ). Ma ciò non vuol dire che sei un solitario. E ci vuole un gand'uomo per ammettere che egli ha bisogno dei suoi amici."
Beh, anche io ammetto di aver bisogno di amici ed alleati: fin qua tutto quadra. Ma il punto - a cui faccio così tanta fatìca ad arrivare - è che di loro ho bisongno non perché mi diano lavoro ( infatti non potrebbero farlo e non sono nemmeno tenuti a farlo ). Va bene, si lavora anche per guadagnare soldi, di cui vivere ( o con cui fare degli investimenti ) ; potrebbero darmi dei soldi, certo, ma non sono tenùti a farlo. Gli amìci infatti, ci sono per dare un senso concreto all'esistenza ; condividendo esperienze, scambiando idee, sviluppando nuove idee insieme, etc.
Ma manca ancora qualcosa... questo qualcosa, che mi risulta quasi quasi difficile da centrare. Ecco... manca una impresa in cui avere un posto di lavoro che mi dà sì soldi per vivere, ma dove sto Lavoro è molto di più che una fonte di guadagno (!) - è infatti anche un tramite per realizzare quella cosa scritta nella Costituzione. Quella cosa che è:
Art. 4: [...] svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. che poi è intimamente correlata con
Art. 3: [...] il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organzzazione politica, economica e sociale del Paese. .

Concretamente, incanalare le competenze che ho, che sono poi quelle per l'acquisizione delle quali ho investito ( nell'Istruzione, in questo caso ). Sperando che il flusso di attività, una volta incanalata, venga smistata e convezionata in un miglioramento della società, su grande scala.
Eccoci arrivati al punto a cui miravo.
Spero di essermi spiegato, almeno discretamente. Cosa ci vule più dire?


Nulla di particolare: ecco, forse un'ultima cosa che funga anche da estroduzione ( proprio quella: che i registi spesso chiamano outro ).

Dunque.
Il mio discorso può essere sembrato strano, ma questo fatto ha una ragione ben precìsa ; non è affatto un caso, tantomeno un malinteso.
La ragione di questo sta proprio nella strategia di investimento che ho adottato nella mia formazione. Una cosa che si può tastare direttamente nel mio profìlo come persona, ma che traspare in modo abbastanza vìvido anche dal mio currìculo ( soprattutto quello narrato: non a caso ho steso anche uno in tale formato ) : la presenza di competenze che si potenziano a vicenda seugendo non una legge di somma, bensì una legge di prodotto. Un fatto che orìgina direttamente dall'approccio pionieristico che ho avùto, per mia iniziativa personale, con i Sistemi Dinamici Non-Lineari.

Infine citando un'altra massima di R.Damiani:
Non dobbiamo ridurre la Fisica a delle formule. ;
ed abusando della struttùra di essa, fòrgio una conclusione:
non devo essere ridotto ad un disoccupato.

Che pùnta al motivo per cu Vi sto scrivendo... : per chiederVi se avete uno straccio di Lavoro per me... preferibilmente part-time.
Sono disponìbile per dei colloqui praticamente tutti i giorni, a qualsiasi ora.


Grazie per la Vostra attenzione, Cordiali Saluti,

Simon Hasur ( alias 'il Nerd degli Algoritmi' )


crediti:
di : Simon Hasur (alias 'il Nerd degli Algoritmi') ;
data: 19 FEB 2017 - 23 MAR 2017 ;
homepage:: www.nerdofalgorithms.altervista.org