Solo Scrittori sànno Scrivere?

Introduzione

La domanda su cui Vi invìto a riflettere in questo breve saggio è questa: solo scrittori sànno scrivere? O ci sono tizi operanti al di fuori del campo letterario, che sànno scrivere?

Dove per scrivere intendo l'atto di produrre un testo medio-lungo che abbia, sotto vari punti di vista, una certa valenza letteraria.
Valenza letteraria dove, in modo molto semplificato, intendo che c'è un qualche contenuto che è espresso in modo molto efficace, scorrevole, colorìto e sorprendente làddove la sorpresa sia appropriata.

Risposta e Motivazione

La risposta è semplicemente: No.
E in questa discussione che si può benissimo leggere in 10-15 minui, Vi illustro, in modo semi-divertente una mia argomentazione del perché: redatta in una decina di punti, divisi in paragrafi numerati.
Buon Divertimento!

1. Dire di sì, a priori sarebbe riduttivo e in alcuni casi anche offensivo per certi.

2. Bene, che non-scrittori difficilmente possano aver letto così tanto quanto uno scrittore: questo è vero. Ma un'ingegnere elettronico o un matematico o giù di lì, effettivamente si deve essere applicato su altre cose... : ma chi ha detto che per scrivere bene serva aver poi letto così tanto?
Prima dicevo che dire di sì sarebbe riduttivo, anzi oserei dire svalutativo, perché può essere che ad una persona basti aver letto un decimo rispetto ad un'altro, riuscendo tuttavia a ricavarne ugualmente tanta "formazione" per la scrittura.

3. La poliedricità. La necessità di formulare qualcosa a parole, oltre che con figure, schemi, formule ed esempi di codice sorgente di programmi per computer, richiede una grande abilità di produrre parallelismi, analogie ed immagini pittoresche. Quasi a livello di tratti impressionistici. Vedete pure un mio video dove magari mi limito ad illustrare anche solo un freddo teorema: vedete quali metafore tiro fuori, anche spesso improvvisate... e questo non è un caso.
Quindi non-scrittori non solo non è detto che non sappiano scrivere, ma addirittura è possibile che sappiano scrivere, e tra l'altro su ben più tipi di cose ; e in molti casi meglio di qualsiasi altro candidato per quanto riguarda il profilo e basta: qui mi riferisco in particolare ad articoli illustrativi, articoli divulgativi, manuali, saggi.
E se volessero scrivere un romanzo, ci riuscirebbero eccome. Solo che semplicemente non-scrittori, di solito hanno altro da fare e non ci pensano nemmeno. Bene intrecciare fili nelle storie ma... volete che un progettista di circuiti elettronici, o un matematico, un'algoritmista o giù di lì non abbia una consequenzialità a dir poco ben corroborata da poter sì tessere fili di una trama? Una trama va tessùta, sì... ma siamo sicuri che solo scrittori siano bravi a tessere fili di una trama? Anche andando sul paradossale, si cade in errore nel pensare questo: vedi il modo in cui uno cerca di barcamenare tra vari fatti per tessere una dimostrazione matematica: Vi pare roba da poco? Dipende dal dato teorema... certo, ma di teoremi difficili da costruìre, cene sono in abbondanza. Quindi, attenzione ai pregiudizi.

4. Alcune professioni richiedono una capacità d'immaginazione incredibile, e ciò è direttamente riciclabile nell'attività di scrittura.

5. Chi ha detto che uno che pratica una professione, od in generale opera in un settore tipicamente considerato nerd, ci sia arrivato direttamente, e non abbia provato 100 altre cose prima, tra cui magari fare fumetti, appunto scrivere un romanzo, o fare filmati? Non va sottovalutata la cosa perché molte cose che possono essere state toccate in età giovane, predispongono alla capacità di scrivere: un romanzo o altro che sia.

6. Molti non-scrittori hanno in realtà scritto molto. Io stesso. Magari un po' meno, certo... . Ma qui stiamo parlando infatti della capacità di srivere, non di quanto si ha scritto. Anche perché l'aver scritto abbastanza, già dà tutto il necessario. Tutta la praparazione, quella minima necessaria, o anche abbondante, che sia: preparazione che uno poi può continuare ad usare e scrivere ancora, o smettere di scrivere.

7. I vari contesti in cui varie attività hanno potuto mettere il candidato: alcuni contesti possono aver favorìto una eccellente preparazione letteraria... magari hanno studiato più lingue, e hanno letto molto più in lingua originale che non un'altro. Questo è importante, perché ci sono campi dove generalmente si predilige la lingua originale, come il caso dell'Inglese nelle scienze esatte... dato che i libri di riferimento spesso non li traducono perché sono di nicchia e le case editrici non ci guadagnerebbero... e molte volte sono libri gratùiti messi su Internet, che rimangono in Inglese, perché quella lingua, tanto, in quel campo la bàzzicano tutti.

8. Lingue come hobby... ah. Uno che bàzzica un campo dove si usa un linguaggio come la visualizzazione scientifica, il linguaggio grafico / fumettistico appunto, o l'immagine in movimento, peggio ancora se quello musicale o quello matematico o linguaggi di programmazione appunto, predispongono all'interessamento verso la lettura in lingua originale, e a studiare una lingua, pertanto, come hobby. Questo può sorprendere nei suoi effetti quando uno si mette di rotto a scrivere, anche non avendolo mai fatto prima.

9. Chi ha detto che la data persona non possa avere una vena letteraria, che aspetto solo di essere un po' potenziata?

10. Generalmente non-scrittori non scrivono romanzi, perché fànno altro. Ma non è solo nei romanzi che serve avere una vena letteraria: anche làddove non è che serve, però làddove comunque torna molto utile. E dunque, in un una attività dove torna molto utile, uno potenzia questo lato, anche senza magari farlo apposta, e senza rendersene conto.

11. Parliamo dello stile? O la coerenza con uno stile? Allora. Nella programmazione non ci sono stili, approcci? Nella grafica? Nella musica? O dimostrazioni diverse della stessa cosa nella matematica? O l'approccio diverso verso lo stesso problema? L'interpretazione multipla di una stessa cosa magari?

12. L'altra cosa... alcune attività annoverano un numero non esiguo di tizi estremamente intelligenti e creativi anche: volete, che se dicono scrivo una mia autobiografia o scrivo un saggio di divulgazione non ci studino un'attimino, e alla fine non riescano a realizzare una bomba di scritto? Attenzione. Se ci studiano un'attimo, state sicuri che con un po' di impegno tirano fuori di quei scritti che sono da premio Pulitzer ; anche se quello non glielo darànno mai perché loro sono di un'altra squadra, quindi loro no.
Comunqe non andrebbero a rubare premi Pulitzer ai scrittori veri, perché non gli sarebbe di interesse.

Conclusione

Possono sì sorprendere non-scrittori una volta che si mettono a scrivere. Solo che di solito non lo fanno, o non vengono considerati perché sono di un'altra nicchia. Ma ci tenevo a fare tutto il discorso precendente anziché solo queste 2-3 righe di conclusione, perché io ad esempio sono di una nicchia dove si cerca sempre di essere lùcidi e di non farsi influenzare da banali pregiudizi e dicerie di strada. Un discorso in cui volevo anche incoraggiare, seppur solo implicitamente, ad acuìre la capacità di scrittura a chi può trarre benefìcio da un tale genere di abilità ; senza farsi limitare troppo da pregiudizi comuni e dicerie di strada.

crediti:


di : Simon Hasur (alias 'il Nerd degli Algoritmi') ;
data: 12 DIC 2016 ;
homepage:: www.nerdofalgorithms.altervista.org